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Giovanni
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Lucio Barbera Ricerca d’una spazialità
fisicamente pittorica |
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[…] Con tali “costruzioni”, che
possono anche far pensare al “paesaggio” o all’emergenza di “onde” (sono
questi d’altra parte i titoli di alcuni suoi importanti lavori), per via anche
di una linea di artificiale orizzonte che l’artista lascia, ciò che Leto
ricerca è una spazialità fisicamente pittorica. Egli così opera un deciso
passo oltre il Concettuale pur riaffermando la sua natura profondamente
concettuale: l’artista dimostra, infatti come sia possibile affermare
un’idea, un progetto estetico senza per nulla rinunziare all’opera, ma anzi
al contrario, puntando proprio alla sua esteticità. Che poi Leto con il suo lavoro
vada “oltre la pittura” è conclusione tanto facile ed evidente che mi sembra
del tutto errata: egli, infatti, utilizza la carta o altri materiali ma con
essi, a mio parere, non fa altro che pura e convincente “pittura” che per
conto suo scatena una memoria storica, di tempo sedimentato. Bibl :
Lucio Barbra, Ricerca d’una
spazialità fisicamente pittorica, in Gazzetta del Sud, 2 ottobre
199 |
Cresta d’onda n.4, 1988 Cresta d’onda n.2, 1988 |
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