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Giovanni
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Lino Cavallari Racconti
del sottosuolo tra magie “minimali” |
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Sull’orizzonte dell’immaginazione spunta
Giovanni Leto, palermitano di 44 anni, con le sue contaminazioni tra pittura
e scultura e viceversa. Le opere dell’artista siciliano (in esposizione allo
“Studio Cavalieri”) a ben guardare toccano diverse problematiche. Il
presupposto più immediato di queste cornici- contenitori sembra essere
l’eterno dualismo del caos primordiale che si compone e si fa armonia
mediante una volontà regolatrice che impone le sue geometrie. Altra
possibilità di lettura: più semplici racconti geologici, ovvero riflessioni
sulle vicissitudini della crosta terrestre che svela stratigrafie e
sedimenti, metamorfismi e falde: colpi d’occhio su fenomeni di naturale
evidenza riconsiderati con uno scientismo un po’ cabalistico che non esita a
ricostruire antichi legami filosofici tra il micro
e il macro cosmo inserendo il frammento roccioso o la zolla in uno spazio a
forma di triangolo, rombo o parallelepipedo quasi a significare la proiezione
di un pensiero arcano sulla materia bruta. Altra considerazione di carattere
concettuale: le strutture cave, nelle quali Leto deposita il suo materiale
“antiforma” che è poi carta di giornale sottoposta a torsioni fino a
ricavarne rotoli i quali servono da elementi compositivi
dei suddetti paesaggi sotterranei, sono nicchie poveristiche
di un’antica idea minimal, nel ricordo degli artisti newyorkesi
degli anni ’60 (Stella, Andre, Morris,
Judd, De Maria e
compagni). E dato che la chiarezza stilistica è notevole, proprio come
l’effetto estetico, tornano a proposito le parole di Carl
Andre: “ Minimal per me significa massima economia
per raggiungere massimi obiettivi”. Insomma negli spogli spazi di Giovanni
Leto convivono numerosi rapporti interni ciascuno dei quali, senza trucchi
d’illusionismo, richiederebbe diversi tipi di attenzione. Bibl.: Lino Cavallari, Racconti del sottosuolo tra magie
“minimali”, in Il
Resto del Carlino, 31 marzo 1990, Bologna |
Cresta d’onda n.4, 1988 Cresta d’onda n.2,
1988 |
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